Makgadikgadi Pans National Park
Un antico fondale lacustre oggi distesa di sale sconfinata, palcoscenico della seconda più grande migrazione di zebre del continente. Paesaggi desertici surreali, dove l’orizzonte si dissolve nell’abbaglio e il silenzio racconta storie antiche sussurrate dal vento.
country
Botswana
size
12.000 km² (insieme a Nxai Pan)
best season
Novembre a marzo (stagione verde per la migrazione)
famous for
La grande migrazione delle zebre e i baobab dell’isola Kubu
I resti di un antico super-lago
I Pans di Makgadikgadi sono ciò che rimane di un enorme paleolago che, durante il Pleistocene, copriva circa 60.000 chilometri quadrati del Botswana centrale. Alimentato dai fiumi Okavango, Chobe e Zambesi, questo antico lago iniziò a prosciugarsi circa 10.000 anni fa, quando movimenti tettonici deviarono le sue fonti d’acqua. Oggi, la crosta di sale raggiunge in alcuni punti fino a cinque metri di spessore — il più grande complesso continuo di distese saline della Terra.
Ntwetwe Pan e Sowa Pan: giganti di sale
Il parco comprende due distese principali: Ntwetwe Pan, che si estende per circa 120 chilometri da est a ovest e 160 chilometri da nord-est a sud-ovest, e la più piccola Sowa Pan, di circa 70 per 110 chilometri. Insieme formano una distesa così vasta che la curvatura della Terra diventa visibile all’orizzonte. Nella stagione secca, la superficie bianca e screpolata crea un paesaggio spesso descritto come lunare o marziano.
La migrazione nascosta dell’Africa
Mentre la migrazione degli gnu del Serengeti attira l’attenzione globale, Makgadikgadi ospita uno degli spettacoli faunistici più drammatici dell’Africa, lontano dalle folle. Con l’arrivo delle piogge a novembre, circa 25.000–30.000 zebre e gnu si spostano dall’area del fiume Boteti verso le distese saline. È la seconda migrazione di zebre più grande del continente. Le mandrie sono seguite da leoni, ghepardi e la preziosa iena bruna, creando un autentico dramma predatore-preda sulle praterie scintillanti.
Fauna adattata al deserto e specie rare
Sopravvivere in questo ambiente estremo richiede adattamenti notevoli. Le iene brune — uno dei grandi carnivori più rari dell’Africa — prosperano qui insieme agli oritteropi, che escono di notte per scavare alla ricerca di termiti. Le volpi dalle orecchie di pipistrello, i springbok, gli orici e i carismatici suricati sono avvistamenti comuni. Dopo piogge sufficienti, le distese poco profonde diventano siti di nidificazione per enormi stormi di fenicotteri maggiori e minori, che a volte superano i 30.000 esemplari e arrivano da luoghi lontani come l’Africa orientale.
Isola Kubu: la roccia sacra dei baobab
Sollevandosi misteriosamente dalla pianura di Sowa Pan, l’isola Kubu è un affioramento di granito punteggiato di antichi baobab e adornato da guano fossilizzato di secoli di colonie di uccelli. Questo luogo ha un profondo significato spirituale per i San e i Kgalagadi, che lo consideravano un sito sacro. Strumenti dell’età della pietra e manufatti sparsi sui suoi pendii testimoniano la presenza umana risalente a migliaia di anni fa. Oggi, campeggiare sull’isola Kubu sotto un manto di stelle senza inquinamento luminoso è considerata una delle esperienze selvatiche più magiche dell’Africa.
Il fiume Boteti: una ancora di salvezza nella siccità
Sul confine occidentale del parco, il fiume Boteti funge da principale fonte d’acqua durante i mesi secchi. Quando le distese interne si prosciugano completamente, la fauna si concentra in modo spettacolare lungo questa striscia verde. Grandi mandrie di elefanti, giraffe, kudu, zebre e gnu costeggiano le sue rive, rendendolo uno dei migliori — e ancora sottovalutati — corridoi per l’osservazione della fauna del Botswana. Il fiume è alimentato dagli straripamenti del delta dell’Okavango, collegando due degli ecosistemi più importanti del paese.
Camminare con i San: sapere ancestrale
La regione di Makgadikgadi fa parte del territorio ancestrale dei San (Boscimani), che hanno attraversato e sopravvissuto in questo paesaggio ostile per millenni. Diversi lodge e campi offrono passeggiate culturali guidate da tracker San, che mostrano le loro abilità ancestrali: identificare piante commestibili, leggere le tracce degli animali nel sale, trovare fonti d’acqua sotterranee e condividere storie tramandate da innumerevoli generazioni. Questi incontri offrono una rara e rispettosa finestra su una delle più antiche culture continuative dell’umanità.
Biodiversità di Makgadikgadi
Discover Flora and Fauna
Mammiferi
Zebra, Gnu, Springbok, Oryx
Predatori
Leone, Ghepardo, Iena bruna, Iena macchiata
Piccoli mammiferi
Suricati, Oritteropi, Volpi dalle orecchie di pipistrello
Uccelli
Fenicotteri maggiori e minori, Pellicani, Struzzo
Flora
Acacia spinosa, Meloni tsamma, Erbe tolleranti al sale
Insetti
Artemia, Termiti
Climate & Best Time to Visit
Qual è il periodo migliore per visitarlo?
Makgadikgadi si trasforma completamente con le stagioni. Durante le piogge, le distese di sale diventano praterie vitali per le mandrie in migrazione. Nei mesi secchi, si tramutano in un deserto bianco e abbagliante, ideale per attività avventurose.
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Feb
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